Mag
27th

Consigli su come scegliere i migliori server di Emule

Per prima cosa bisogna sapere che Emule ci permette di cercare i file su tutti i server presenti nella nostra lista.

Emule comincia la ricerca da quello a cui siamo connessi e poi passa agli altri, nel fornirci i risultati.

La cosa più importante nel considerare il server a cui connettersi è quindi il Ping: più è basso, meglio se inferiore a 500 millisecondi, meno tempo eMule impiegaa contattare I client che hanno parti del file che ti serve.

In questo modo si riduce notevolmente il tempo di avvio dei download multipli, il che influisce anche sul suo completamento.

Inoltre il server scelto deve essere quello che ci dà l’ID più alto  e non ci faccia perdere troppo tempo in tentativi di connessione, I server con molti utenti a volte ce la rifiutano perchè sono pieni.

Bisogna però avere anche una lista dei server giusti e priva di quelli inattivi, affinchè la ricerca dei file sia veloce ed efficiente.

L’errore più frequente non è avere pochi server ma averne troppi, il che appesantisce il lavoro di eMule, poichè lo costringe a contattare server inutili rallentandone la ricerca.

In Server quindi clicchiamo con il tasto destro e poi Elimina tutti i server.

Poi in aggiorna server da url incolliamo l’indirizzo http://www.gruk.org/list.php o http://ed2kmet.x24hr.com e facciamo click su aggiorna.

In Opzioni/sicurezza abilitiamo Filtra anche i server, incolliamo sotto http://dialspace.dial.pipex.com/town/pipexdsl/s/ashu56/bluetack/level2.txt

e facciamo click su Carica/Aggiorna.

In opzioni/Server togliamo la spunta delle prime 3 opzioni.


Ott
27th

Chiuso famoso sito P2P OiNK dove veniva scambiata musica in anteprima

Iniziata in Gran Bretagna nel 2005, l’indagine giudiziaria che ha coinvolto il servizio P2P OiNK segna una tappa decisiva. Le azioni legali hanno causato la chiusura definitiva del sito e l’arresto dei gestori, padre e figlio di ventiquattro anni, mentre i server olandesi, situati ad Amsterdam, erano stati sequestrati già la scorsa settimana.

L’inchiesta è nata da un’indagine condotta internamente dai più alti rappresentanti dell’industria fonografica internazionale e britannica, la International Federation of the Phonographic Industry (Ifpi) e la British Phonographic Industry (Bpi).

A differenza degli altri peer-to-peer, e in particolare di quelli basati sui file torrent, OiNK non è mai stato aperto a tutti. Accessibile solo su invito, ha creato intorno a sé una comunità esclusiva, generando così un circuito di guadagno altrettanto elitario che ha coinvolto decine di migliaia di utenti. Il punto di forza di OiNK riguardava inoltre i contenuti offerti: i membri hanno condiviso numerosi album musicali in pre-release, cioè ancor prima della data di lancio ufficiale.
Ciò è stato possibile grazie alla partecipazione di figure interne all’industria musicale che erano in possesso dei file in anteprima assoluta: solo quest’anno sono stati caricati sessanta album pre-release, ovviamente di autori protetti dalle major. Su OiNK, in realtà, spopolavano anche artisti indipendenti oltre a quelli più conosciuti, ma sono stati proprio questi ultimi ad aver attirato le attenzioni della denuncia e dell’inchiesta.

Per queste due fondamentali caratteristiche – esclusività e anteprima – OiNK non può essere considerato rappresentativo della realtà peer-to-peer internazionale e neppure le recenti decisioni giudiziarie rispecchiano la realtà complessiva. Il servizio ha generato un microuniverso decisamente ricco dal punto di vista economico, lucrando su album non ancora presentati e, soprattutto, alimentando il mercato illegale dei cd copiati, oltre che la distribuzione in rete.

In verità, in questo caso, si rischia di veder scomparire il concetto di condivisione a vantaggio di un mercato nero che nasce dall’interno delle stesse etichette discografiche.
Con questa azione, le major hanno certamente messo a segno un’importante vittoria; ma non è finita qui. Ora, dopo queste prime azioni giudiziarie, inizierà, da parte di Ifpi e Bpi anche l’identificazione degli utenti che hanno partecipato ad alimentare e sfruttare questo mercato nero online. Nel frattempo, è già nato un blog in memoria dell’esclusivo network di sharing.

Ott
15th

Scaricare file con p2p come proteggere la privacy

Per proteggere la propria privacy e l’anonimato e riservatezza nella navigazione su internet e soprattutto quando si scaricano e scambiano file con la rete peer to peer arriva PeerGuardian un filtro IP open source gratuito pensato per bloccare indirizzi IP di alcune organizzazioni e corporazioni.
PeerGuardian non richiede l’installazione di alcun drive ed è in grado di bloccare indirizzi IP molto più velocemente di quanto era possibile prima, non usa mai più dell’1% di CPU sulla maggior parte dei sistemi.
Su sistemi operativi Windows 2000, XP, Vista, PeerGuardian 2 blocca a livello kernel, agendo contro ogni protocollo usato nel sistema windows.

PeerGuardian blocca indirizzi IP basandosi su un elenco di indirizzi IP raccolti mediante molti metodi. Di default PeerGuardian 2 prende gli IP dal sito web www.Blocklist.org.

Una recente ricerca universitaria ha dimostrato l’efficacia dell’utilizzo delle black list con programmi simili a PeerGuardian. Lo studio è opera di tre ricercatori della University of California.

Per la ricerca hanno utilizzato un client creato appositamente che ha raccolto e analizzato più di 100 Gigabyte di header TCP agli inizi del 2006. E’ emerso che senza l’impiego di una blacklist e di un software di IP filtering, la possibilità di venire tracciati è praticamente automatica.