Il tribunale di Bergamo ha ordinato il dissequestro dei server del sito Pirate Bay che era finito nel mirino della legge per sospetti download illegali.
Il tribunale del riesame ha annullato il provvedimento con cui due mesi fa la procura di Bergamo aveva oscurato dall’Italia il sito “The pirate bay”, uno dei più popolari per lo scambio gratuito di file musicali, di film e videogiochi. Le motivazioni che hanno portato alla revoca del provvedimento saranno depositate nelle prossime ore ma il sito, che giuridicamente ha sede in Svezia, è tornato immediatamente accessibile. “Nonostante sia un verdetto interlocutorio, si tratta di pronunciamento di fondamentale importanza” dichiara l’avvocato Giovanni Battista Gallus, che assiste Peter Sunde, uno dei responsabili di “Pirate bay”.
“Faremo immediato ricorso in Cassazione per riottenere il sequestro, a nostro giudizio la violazione del diritto d’autore c’è tutta”, è la replica di Giancarlo Mancusi, il pm di Bergamo che lo scorso agosto aveva ricevuto una denuncia da parte delle Federazione italiana contro la pirateria musicale.
“ Ma sul sito non si scambia alcun file – precisa l’avvocato difensore – Pirate bay si limita a indicizzare del materiale che altri mettono a disposizione, esattamente come fa Google: che facciamo, mettiamo sotto sequestro pure Google?”. Ma secondo il pm Mancusi il sito svedese favorisce comunque la violazione della legge: “Si comporta come il ‘palo’ in caso di furto”.
La battaglia legale, su una materia totalmente nuova è comunque solo all’inizio. La procura di Bergamo ha iscritto al registro degli indagati, oltre a Sunde, altri tre cittadini svedesi. Il sequestro aveva suscitato roventi polemiche sul web: le autorità italiane erano state accusate di essere “fasciste” e di limitare la libera circolazione del pensiero. “The Pirate bay” fa dal canto suo registrare da anni numeri record nel cosiddetto “peer to peer”: sulle sue pagine sono disponibili circa 1 milione e 200 mila file gratuiti e registra ormai circa 15 milioni di utenti al mese. Di questi, oltre 400.000 sono italiani
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Chi fa uso del sistema BitTorrent per scaricare file in modalità peer-to-peer conosce sicuramente Mininova.
Si tratta di uno dei siti migliori tra quelli che raccolgono file torrent indicizzati e di qualità.
Attualmente Mininova contiene circa 3 miliardi di torrent disponibili, ma evidentemente i gestori del portale non sono soddisfatti di quello che sono in grado di offrire. Al punto che hanno messo a disposizione degli utenti un nuovo servizio finalizzato a permettere loro di ascoltare via streaming le canzoni che preferiscono.
Prima di scaricare il torrent associato al file e quindi avviare il download, che spesso è lento e faticoso, l’utente adesso può ascoltare il brano a cui ritiene di essere interessato in modalità streaming. Questa procedura ha il vantaggio di essere del tutto legale, per cui una persona che avesse voglia di evitare qualsiasi infrangimento dei diritti d’autore può limitarsi ad ascoltare via streaming tutti i brani che preferisce.
Altra grande notizia è che tra breve Mininova implementerà una funzione che consentirà anche lo streaming video dei file contenuti, benché inizialmente si tratterà di una funzionalità in versione beta, tutta da sperimentare.
Da rimarcare che quegli utenti che apprezzano particolarmente le opportunità offerte da Mininova adesso possono anche installare la toolbar per il browser, che permette di accedere in modo rapido e immediato alle varie funzioni principali offerte dal sito. Il grosso vantaggio è che la toolbar non installa nessun tipo di malware.
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Il peer-to-peer terrorizza le case discografiche e tutta l’industria di produzione di contenuti d’autore. Sono tante le strade che si stanno tentando per ostacolarne la crescita, ma esistono sempre più numerosi canali che permettono legalmente agli utenti di fruire di contenuti audio e video senza sborsare un soldo. I più pionieristici sono negli Stati Uniti e tra tutti spicca Hulu.com. Si tratta di una portale on line derivante da un accordo di partnership stipulato fra NBC e FOX, in cui si consente agli utenti di seguire gratuitamente gli show in prima serata dei canali più importanti degli USA al costo di… sorbirsi la pubblicità! Sostanzialmente i contenuti vengono interrotti da spot promozionali, con un ritmo che è comunque inferiore rispetto a quello che normalmente gli utenti devono sopportare in televisione.
Un altro servizio online riguarda invece il mondo della musica. Ci riferiamo a Imeem.com, che è frutto di una joint venture che unisce EMI, Sony BMG, Warner Music (e tra poco anche Universal) e, sempre a condizione di accettare la pubblicità, permette di ascoltare in streaming audio la migliore musica esistente sul mercato.
Disse recentemente uno dei più importanti responsabili della Sony Music Entertainment a proposito dello scaricamento di file MP3 e di film in forma piratesca che le case discografiche si comportano come quel venditore disperato che tenta in tutti i modi di vendere acqua mentre piove. Forse questo tipo di soluzioni permettono di frenare il diluvio…
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