Ago
13th

Chiuso il sito Torrent più grande d’Italia

«Access denied in execution of an Italian Court Authority injunction». Accesso vietato in esecuzione dell’ingiuzione di un tribunale italiano. Con questo epitaffio i pirati di www.Colombo-bt.org hanno calato l’ancora al loro galeone corsaro.

Colombo era il più grande sito italiano di «torrent» ed è stato chiuso dopo un blitz delle Fiamme Gialle.

Fuori dal gergo di Internet la notizia è questa: è stata sbarrata una «porta», aperta su un mondo dove film, cd, software, videogiochi e persino libri erano gratuiti. Il sito viveva della solidarietà degli utenti, che «scaricavano» a piacimento e (qualche volta) mettevano mano alla carta di credito.

Il segreto per non pagare nulla rischiando poco si chiama «torrent»: si tratta di file che consentono di accedere a distanza a una serie di computer collegati, ognuno dei quali dispone di un buon archivio di cinema e musica. Una sorta di chiave per entrare in casa d’altri e prendere, con il permesso dei proprietari, quello che più ci piace. Il menù di «Colombo» non era soltanto ricco, ma anche curatissimo: ognuno dei file in elenco era stato rigorosamente controllato per garantirne la qualità e accompagnato da un commento. Un messaggio avvertiva che chi avesse messo in elenco file «corrotti» - malfunzionanti o portatori di virus - sarebbe stato cacciato per sempre dalla comunità.

I gestori del sito erano controllori intransigenti, e questo aveva fatto di loro un mito per i pirati del web che ora, nascosti da fantasiosi psudonimi, lanciano appelli strazianti dai forum di Internet (Punto-informatico.it): «E’ una tragedia nazionale, propongo tre giorni di lutto» scrive Gero74. «Capitano è stato un onore viaggiare al vostro comando», aggiunge 23darius23. Bellomaillegale Altri invece invocano il rispetto della legge. «La quasi totalità di questo traffico illegale. Le leggi, finchè ci sono vanno rispettate, se non ti piacciono puoi sempre andare su Plutone. O in un campo rom», provoca un utente. E giù reazioni a non finire, tutte pro-colombo ovviamente. Qualcosa l’hanno scritto anche i creatori del paradiso perduto. «La guardia di finanza che ha fatto visita a due dei nostri amministratori - si legge sulla pagina del blog ancora aperta -. Nostro malgrado la Finanza ha le chiavi dei server, quindi non è più possibile accedervi. Tutte le notizie circa attacchi al server o su semplici manutenzioni sono quindi fittizie. Al momento non sappiamo ancora cosa fare, ma una cosa è certa: La storia del galeone finisce qui».

Il futuro? «Non sappiamo se riprenderemo in mano il timone, magari per altri progetti, è ancora prematuro parlare - si legge ancora -. Comunque useremo questo blog per informarvi di tutte le novità. Il vostro contributo non cesserà mai di esistere». La paura, ora, è tutta dei «clienti», preoccupati dall’ipotesi che le Fiamme gialle proseguano la loro inchiesta fino a pizzicare chi da «Colombo» ha scaricato «Safari» di Jovanotti, o l’ultimo Batman prima che arrivasse nelle sale italiane, perfettamente doppiato e con immagini come in una sala d’essay. «Ci tengo a precisare che gli utenti di Colombo non corrono alcun rischio», dicono i gestori. Peccato che non sia vero: il rischio è una multa che può arrivare a migliaia di euro, senza contare la denuncia penale.


Ago
13th

P2p: censurato il sito Pirate Bay ma i pirati aggirano l’ostacolo

Pirate Bay uno degli indirizzi più celebri per scaricare musica, software e film gratis con oltre 20 milioni di utenti al mese è stato oscurato.

Continua il gioco di “Guardie e ladri” nell’era di internet, con siti che vengono oscurati dagli organismi di polizia e riaperti in quattro e quattr’otto dai funamboli della rete.

Questa volta il gioco a rimpiattino riguarda uno dei luoghi più frequentati di internet, il sito svedese “Pirate bay”, dove milioni di utenti scaricano file musicali, film, videogiochi.

La Guardia di Finanza di Bergamo ha bloccato l’accesso a “Pirate bay” dall’Italia, ma la ciurma si è subito attrezzata, aprendo immediatamente un sito “gemello” che di fatto rende ancora accessibile il tesoro multimediale svedese.

La polizia tributaria ha inibito l’accesso a Pirate bay definito da un provvedimento del gip del tribunale di Bergamo «il più celebre e vasto supermercato mondiale del falso multimediale in rete». Il provvedimento, esteso a tutti i provider italiani, mira a impedire lo scambio di file contenenti opere coperte dal diritto d’autore e che fanno venir meno introiti per l’Erario. La procura di Bergamo ha anche iscritto 4 persone svedesi, gestori del sito, al registro degli indagati.

Dal 2004 a oggi Pirate bay è divenuto uno dei siti più popolari dove attingere dal web musica, software e intrattenimento.

Un motore di ricerca interno permette di individuare i file “.torrent” (uno dei sistemi più usati per il P2p, ovvero lo scambio di file da pc a pc) messi a disposizione dagli utenti stessi. Pirate bay compare attualmente tra i primi 100 siti più visitati al mondo, con circa 20 milioni di utenti al mese. Dall’Italia i click sono 450 mila, pari al 2% del mercato complessivo. I contenuti del sito svedese sono tradotti in 13 lingue. Una delle fonti di guadagno dei gestori è anche costituita dalla massiccia presenza di banner pubblicitari.

Le autorità svedesi hanno ricevuto molte pressioni volte a oscurare le pagine “pirata” ma ogni tentativo di arginarne l’attività si è rivelato un fiasco. Stoccolma è stata addirittura teatro di una protesta di piazza da parte degli utenti, che considerano antidemocratico l’oscuramento del sito. Per quanto riguarda l’accesso dall’Italia, è stato aperto un nuovo “passaggio a nord ovest” informatico, attraverso l’indirizzo www.labaia.org. Qui, oltre a dare istruzioni ai navigatori italiani su come continuare a scaricare il materiale, ci sono anche una serie di commenti dove le autorità italiane vengono definite «fascist» per il loro tentativo di bloccare la fonte dei file pirata.

Lug
21st

Classifica dei migliori siti per scaricare musica

Di musica da scaricare in rete ne gira un infinità. Ogni giorno ci sono sempre nuovi file musicali che vengono uploadati e inseriti su siti, blog, community e social network.Wired, la famosa rivista statunitense che tratta di tematiche di carattere tecnologico e della loro influenza sulla cultura, l’economia e la politica, si è divertita a stilare la classifica dei 10 migliori siti web dove è possibile scaricare musica.

Tra i criteri seguiti, in pieno stile Wired, la valutazione dell’impatto dei siti sull’industria musicale.

Partiamo da Muxtape, che tanto successo ha ottenuto soprattutto nella blogosfera internazionale, e che propone la creazione di una musicassetta virtuale che è possibile condividere inviando l’indirizzo web corrispondente al “nastro” registrato, in cui possono essere inseriti 12 brani.

Su iVideosongs, invece, si possono scaricare gratuitamente lezioni di chitarra acustica ed elettrica realizzate da insegnanti professionisti. Presente anche una sezione a pagamento con ulteriori lezioni. Il tutto in lingua inglese.

Imeem offre le canzoni più famose, spesso correlate a un link che può essere inserito in un post o in un sito. Si tratta di un social network al pari di Mog, una community in cui le persone possono creare pagine personali, scambiarsi opinioni e contenuti.

C’è, poi, RCRD LBL, una sorta di etichetta di registrazione virtuale che nasce dalla collaborazione tra Peter Rjas di Engadget e Josh Deutsch della Downtwn Records. RCRD LBL pubblica i lavori di nuovi artisti emergenti, mentre gli utenti possono scaricare canzoni gratuitamente.

Interessanti le proposte di Sellaband e SlicethePie, che invitano gli utenti a pagare per investire su un artista emergente. Quando si raggiunge un tot di denaro viene pubblicato l’album del gruppo o dell’artista scelto. Chi partecipa riceve una copia dell’album e gli eventuali proventi.

Chi, invece, vuole auto prodursi, deve andare su TuneCore, dove si possono condividere canzoni e album e pubblicarli su siti come iTunes, Amazon e Rhapsody.

Wired ha scelto anche SeeqPod, definito il più completo motore di ricerca per MP3, che presenta anche un’interfaccia per l’iPhone e consente di inserire la playlist nel proprio blog mediante un codice html.

Infine YouTube, che è sì un sito di video sharing, ma che risulta molto utilizzo anche per cercare una canzone. Il successo è dovuto agli accordi stretti da YouTube con le più importanti etichette musicali.